Mi ritrovo a meno di un'ora dalla partenza per la montagna a sentire i Baustelle per alimentare il mio essenziale pessimismo minimalista entropico, insomma: non sono festaiola nemmeno quest'anno. "Cosa FAI a Capodanno?" Perché dovrei FARE qualcosa. Non posso NON FARE niente? Non posso DIRE, BACIARE, LETTERA ma soprattutto TESTAMENTO invece di FARE?!?
Tanto il tempo non esiste, che cazzo festeggio a fare? Non è mica una novità o un concetto New-Age, insomma non sono una di quelle culone avvolte in tende da gazebo lavate senza acchiappacolore Grey che si inalano incenso come fosse aria di montagna ma poi "puoi fumare in terrazza, per favore?". Insomma, non è una roba da fricchettoni dire che il tempo non esiste.
Si sa e basta.
E da un sacco di tempo anche! Proust c'ha scritto una roba come millemila pagine su sta roba (scambio di battute tra me e mio padre: "Stavo pensando di comprarmi la Recherche di Proust", "Vuoi investire nel mattone?").
E del resto Bergson, che non è un minchia qualunque, affermava che il tempo, così come lo intendiamo noi, scandito da una successione di istanti, minuti, ore, giorni, mesi, anni, non è che una convenzione.
Quindi non è che PROPRIO si festeggi il cambio dell'anno: si festeggia una convenzione umana adoperata per ridurre a un concetto banale ciò che facciamo fatica a capire e che è troppo grande rispetto a noi mortali. Festeggiamo la nostra misera esistenza di piccoli vermi che non potranno mai sondare il COSMO. Ah. Ah.
Festeggiamo una costruzione fittizia. Un pò come se festeggiassimo il kilometro o la libbra.
Comunque, a tutti voi,
miserrimi, incoscienti mortali,
auguri di buon anno
e buona yarda a tutti.
6 commenti
...
Se è per questo c'è gente ch eprenota ad AGOSTO!!
Comprendo, comprendo -.-
Se vuoi il prossimo anno non facciamo un cazzo assieme :)
Viva la e po bon. La sana indole triestina ;)
Massì, e lascia perdere Proust,lascia perdere le convenzioni umane, lascia perdere quelle solite frasi che si dicono quando si avvicinano le festività obbligate.
Il tempo esiste in maniera diversa per ognuno di noi.
O il tempo o la sua concezione insomma.
Ma lasciamo stare, questo sarebbe un ottimo incipit di discorso da fare con Giovanni.
O anche da NON fare, ehehehe :D
Per un 2009 migliore, inalto i calici. Viva!