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| Cosa penserà la gente? | |
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18 Marzo 2009
Una rondine non fa il monaco- E cosa te lo fa pensare? - Mah, a dire il vero non lo so, mi sembrava abbastanza scontato. Insomma, direi che sei più tipa da autunno, con la sua vena malinconica, le foglie morte, lo spleen. O da inverno, con il gelo che scrive graffiti sul vetro della tua macchina. Cose così. - Ah, quindi tu pensi davvero che io non sia in grado di apprezzare le farfalle, i passerotti, i ciliegi in fiore? - Beh, dal tono sarcastico con cui hai pronunciato la parola "passerotti" direi di no. - Ok, è vero. Lo ammetto: non amo i clichè della Primavera, ma ciò non significa che io non ami la Primavera. Solo che la amo in modo diverso. - Ah sì? - Levati quel sorrisetto ironico dalla faccia. Non pensi che magari a me piaccia andare al porto antico, e sedermi vicino al fiume, sull'erba? E magari scrivere, e ogni tanto tenere la penna tra i denti come il cane tiene l'osso, perché mi sono distratta a guardare una coccinella? Ecco, appunto: adoro farmi camminare addosso dalle coccinelle e dalle formiche, farmele passare da una mano all'altra, lasciare che si arrampichino sul mio braccio in un'epica scalata fino alla mia spalla. Adoro quel solleticare quasi impercettibile. O non pensi che io magari ami guidare a cento all'ora per i campi, col finestrino abbassato? Fare una deviazione di mezz'ora quando potrei essere a casa in cinque minuti solo per vedere il tramonto che si spande sull'erba nuova, guidare come se stessi ballando abbracciata alla strada, scivolare, sentirmi in sintonia con i fossi, e trovare la musica nel gracidare delle ranocchie, pensare che dietro ogni campo di grano c'è il divino, c'è Van Gogh..? Credi non sappia apprezzare il vento che mi lecca il collo così come sconvolge le foglie? Oppure il sole che bagna i rami delle betulle, le macchie d'ombra sul prato, la sensazione di essere dentro un Monet? Credi che io sia così cinica da non apprezzare il formicolio dell'erba fresca sulla schiena? Oppure passeggiare per il paese, sapendo che hai Feist nelle orecchie che scandisce i tuoi passi (one, two, three, four, five, six, nine and ten), e fermarti a rubare un ramo di fiori di pesco dal giardinetto della Posta per tua madre, e immaginare il sorriso che farà. Trovare un po' di teoria del caos nel battito d'ali di una farfalla bianca, desiderare essere alga di fiume per fluttuare nell'acqua, cercare quadrifogli vicino alla panchina dove ho dato il mio primo (umido) bacio, immaginare di essere soffiata nel vento come un soffione, desiderare le bolle di sapone, interpretare la forma delle nuvole per trovarci dentro qualcosa da riconoscere... Credi che io non ami tutto questo? Pensi forse che io non ami la subitanea, improvvisa incoscienza nascosta dietro le palpebre, polverizzata da uno sbattere di ciglia? La spossatezza primaverile, e ogni tanto la pioggia. Oppure... ma che hai da ridacchiare? - Niente, è solo che non ti facevo così... poetica, ecco! - E' proprio questo il punto: tu "non mi facevi" così. Ci tieni tanto, anzi, ci tenete tutti tanto a costruirmi secondo la vostra percezione, a "farmi", a disegnarmi con i vostri personali pennelli, che perdete il senso della prospettiva multipla. "And how can you know me and I know you?". In verità molti particolari del disegno vi sfuggono, ma voi continuate sempre a stilizzarmi. - No, scusa. Adesso proprio non ti seguo. Chi sarebbero questi "voi"? Proprio non capisco. - Non importa, tanto era una cazzata. Ti va un gelato?
ps. L'immagine qui sopra in realtà è un gioco di parole. Pensateci!
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2. La menzogna 3. Il populismo 4. La vanità 5. Il qualunquismo |
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