12 Novembre 2010

Ossigeno

In questa stanza manca l'ossigeno. Forse dovrei aprire la finestra, ma temo che la nebbia possa entrarmi nel cuore.
Nebbia? E ancora non hai visto niente! (Beh, se è nebbia non credo che "vedrò" gran che). Oh Gesù ma perché devo sempre PUNTUALIZZARE? Questo mi rende antipatica.
C'è da dire che in questo periodo non avere rapporti sociali molto intensi, più che un handicap, è un vantaggio. Così ho più tempo per lavare i piatti.
That LAZY girl... La vedi laggiù, nella sua stanzetta ridicolmente buia? No, a un occhio inesperto PUO' SEMBRARE che non stia facendo nulla, ma in realtà è impegnata in un esperimento importantissimo: sperimentare il vuoto. Non è pigra, è artista. E' una specie di John Cage del cazzeggio. (Hai visto da quando ho ricominciato i corsi all'Università che riferimenti alti, eh? Vi spacco il culo a tutti, io).
Sì, come no.
Domani cambierò le lenzuola, domani cambierò la mia vita. Sbatterò via tutti i capelli caduti, la pelle morta delle emozioni passate, le briciole dei pasti notturni. Sarà una nuova vita, in cui non scriverò più fregnacce come questa.
Mi addormento ogni notte ascoltando "Sing Along to Songs you don't Know" dei Mùm e ogni giorno cammino per andare all'università con i Seabear che accompagnano i miei passi. Sì, ascolto questa musica da checche. L'epoca dello psychobilly è finita.
Ho tante penne colorate, e ho i capelli crespi per l'umidità. Bjork mi ha veramente rotto i coglioni, e Miho Hatori è sulla buona strada.
Apro la finestra e faccio entrare un po' di odore di autunno. Presto ci sarà il SUO odore qui. Come vorrei trattenerlo fra le pieghe delle lenzuola e non lasciarlo più andare via.
Tengo un pezzo di sapone nell'armadio così tutto l'armadio profuma, e ogni volta che apro le ante per prendermi i vestiti sorrido. Sorrido. A meno che non siano le 7.30 del mattino, allora lì non sorrido tanto.
Lavoro in multitasking. Chatto, zappo l'orto, rispondo ai messaggi, ascolto musica. Scrivo questo blog. CONTEMPORANEAMENTE. Però nessuna di queste cose è davvero quello che dovrei fare davvero, e cioè:
a) Studiare.
b) Guardare "L'Agnese va a morire" e poi farci la recensione (e fare la locandina su Photoshop).
Non me ne frega uno stracazzo di quello che circa il 60% dei miei amici su Facebook scrive. Un altro 30% mi indispettisce. Resta un risicato 10% che per lo più consiste in Demotivational pubblicati da qualche sporadico pazzoide che mi fanno scappottare dalle risate. Dovrei nasconderli? Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te stesso, disse quel tizio. A me non piacerebbe se mi nascondessero, non so.
[Nota: molto probabilmente questa nota sarà pubblicata in automatico su Facebook. Ma non preoccuparti: non mi riferisco a te, tutto quello che scrivi o che pubblichi mi interessa sempre molto].
Chissà cosa ci sarà nella mia testa quando mi sveglierò? Chissà se gli incubi lasceranno impresse le loro ombre, come i corpi dei morti sui muri di Hiroshima?
Cosa ci sarà domani, a vorticare in questa scatolina arrugginita? Arte? Biscotti? Colori? Daniele? Elefanti? Fughe di Bach? Gorgoglii? Hotel a tre stelle? Isterismi? Londra? Montagne? Neve? Ossigeno? Pizza? Quadri di Piero Manzoni? Radiohead? ... Radiohead...
Hey, man... slow down, slow down...

Cazzo, sono troppo pigra per scrivere racconti. E quindi mi escono queste cazzate qua.

Tags: cazzate me vita
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