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02 Maggio 2009

Sachertorte

Il mondo adesso è d'insonnia e pizza messa a scongelare alle 4 del mattino. E continuano a piacermi quelle foto fatte con l'obiettivo aperto, con tutte le luci con la scia, i neon delle insegne di Hong Kong. Stavo pensando alla bellezza che si nasconde nella ruggine dei chiodi, e al fatto che esiste una corrente di pensiero che proclama un'estetica relativista: dopotutto, anche noi due crediamo nella poetica dell'Autogrill. Ecco, le mie corse notturne in macchina, ad esempio, quando il solo scopo nella vita è un'inversione a "U".
Forse avrei dovuto dirtelo prima: non c'è una morale, nè un senso logico, o un qualche progetto intellettuale. Non cercare. Siamo solo prigionieri di James Joyce, noi che studiamo a Trieste.
Il mondo adesso è un kimono e una palude liofilizzata. Non posso tornare, perché non ho un altro kimono. Chiacchieriamo a proposito di effimere forme d'arte buddhista: vai a cercare su Wikipedia.
L'avevo già scritto, ma in testa non ce l'ho il comando "salva con nome" per cui tante cose sono andate a farsi friggere.
Il mondo adesso è take away. Il mondo adesso è chiedersi quand'è stato il momento esatto in cui ho smesso di essere Fosca ed ho iniziato ad essere Fo. Poi magari ci penserà il finestrino del treno a sbiadire i contorni. Ma poi mi chiedevo, giusto l'altro giorno ...perché tu, che sei solo un concentrato di provincialismo frustrato e di pessima letteratura, dovresti meritarti una canzone che parla di te? Ci sono cose che non capirò mai nei rapporti interpersonali. La cancellina Bic come moderna forma di Indulgenza. Ho pensato che non mi piacerebbe stare con uno il cui nome potrebbe comparire sul calendario del computer o sul timer di un forno a microonde. Tipo "Gio" o "Max". Si parlava della broken windows theory. La trovi interessante?
Ehi, potremmo uscire qualche volta, potresti misurarmi il ph e farti mandare a fanculo. Che ne dici?
Un ragazzo? E cosa dovrei farmene di un ragazzo, scusa? E' come un elefante: bello da vedere, ma non ne vorrei uno mio. Hai presente la pastora Marcela nel Don Chisciotte? "Io son nata libera e per poter vivere libera ho scelto la solitudine dei campi; gli alberi  di queste montagne sono la mia compagnia; le chiare acque di questi ruscelli i miei specchi; agli alberi e alle acque confido i miei pensieri [...] Io gli dissi che il mio proposito era di vivere in perpetua solitudine e che soltanto la terra godesse il frutto del mio isolamento e le spoglie della mia bellezza". Ecco, tipo così. Eremitaggio sentimentale. Adesso chiudo gli occhi, sorrido e respiro forte.
Ti va se celebriamo un suicidio collettivo e immoliamo le nostre viscere al Dio Sole? Io sono libera martedì.
Ecco una cosa che mi stavo dimenticando, e sarebbe stato un peccato: è Primavera, e dopo le piogge, ai bordi delle strade sbocciano le primule e i vigili urbani.
Dammi un morso sulla spalla, è l'unica cosa che mi manca per svegliarmi. Tu potresti pensare il contrario, ma col tempo ho imparato la gestione e il contenimento dell'aggressività. Ho imparato a rigirarmi la Crisi fra le dita. Sono stata brava, adesso vorrei un morso sulla spalla e un paio di Converse a pois.
Poi (ogni cosa a suo tempo) voglio il mondo capovolto, voglio imparare a fare i cerchi di fumo, voglio riempire una valigia con relitti di capitalismo e lische di insicurezze e trascinare altrove la mia inadeguatezza.
E poi, mi conosco, pesterò i piedi per averne ancora.
Trieste mi ha insegnato la reattività ai semafori pedonali, e altre piccole tattiche di sopravvivenza urbana. Ma, per dire, credo che la barista abbia molto da insegnare. Non so se te ne intendi di japanisme e delle influenze su Van Gogh... potrebbe uscirne una buona tesi di laurea. Me lo dicono sempre tutti, dovrei lavorare sulla mia femminilità. Ma io penso semplicemente che esistono tanti modi di essere femminile, quante sono le donne del mondo. E forse qualcuno di più.
Il mondo adesso è assimilazione ed elaborazione degli input, e tessere i link in una ragnatela coerente. Il mondo adesso è serendipità (più di quanto tu creda). Ma il mondo adesso è anche smettere di farsi abbagliare dai raggi verdi: ho un bel paio di Ray-Ban.
Intanto che aspettiamo di morire, diamoci al feng-shui. Diamoci alla Capoeira, al Muay Thai. Diamoci a nuove sperimentazioni nell'ambito dell'arte figurativa. Ai classici del '700 inglese. Al sesso promiscuo. Al consumismo compulsivo. Diamoci al vegetarianesimo biologico crudista. Alla comunicazione assistita. Alla neo-socioantropologia psicobiologica francese. Alle ultime tendenze dell'indie rock anglosassone. Allo Yoga. Al Pilates. Alla pornogoliardìa. Tanto rimarremo sempre gli stessi stronzi di prima.
Forse dovrei decidermi a chiederti cosa ne pensi di me. Spingerti a recensire la mia personalità. Ma non ho bisogno di parlarti dell'angoscia del feedback, perché la conosci anche tu (siamo uguali noi due, ma io sono più uguale di te). Posso cambiare. Non posso migliorare, ma posso cambiare.
Offrimi una birra: parleremo degli effetti collaterali degli anticoncezionali orali. O di quella sera a Montmartre. Oppure della morte lenta della facoltàdilettereefilosofia.
O, se preferisci, parliamo di te. Se posso darti del "tu", naturalmente.
Lei non sa cos'è la sachertorte? Continuiamo a farci del male...

 

Tags: me caos delirio

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